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“Fatti” Nostri

Non inseguire mai, ciò che fugge via da te

24 lug

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La decisione, assunta oggi dal Consiglio dei Ministri di commissariare la sanità campana, è  una scelta decisiva, che era ormai divenuta ineluttabile, e che costituisce un’azione necessaria per poter cominciare a mettere ordine nei conti della sanità regionale. Il comparto per anni ha subito il malgoverno di centrosinistra che lo ha portato sull’orlo del baratro. La decisione di nominare il governatore Bassolino commissario rappresenta una scelta di profilo istituzionale. Il Presidente della giunta regionale, infatti, sarà poi “affiancato” da tecnici ministeriali che potranno ben rappresentare gli interessi del governo nazionale ed in particolare dei cittadini che sono le principali vittime di quanto fino ad oggi si è determinato. La dissennata gestione di Bassolino & C., che hanno utilizzato la sanità regionale a fini esclusivamente clientelari, ha messo in serio pericolo l’assistenza sanitaria. Il provvedimento ad horas di commissariare la sanità campana, non a caso, è stato emanato anche per evitare che la giunta regionale procedesse a nominare i nuovi direttori generali delle Aziende sanitarie, continuano così ad utilizzare il settore a fini politici».

24 lug

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In ogni occasione della vita si indossano maschere a seconda delmomento, del ruolo, della persona o delle persone con cui si parla. La società infatti obbliga le persone ad assumere ruoli ed atteggiamenti non naturali.
Anche in famiglia dove si potrebbe abbandonare questa maschera,spesso se ne indossa una più leggera, meno spessa, ma pur sempre maschera. Altre volte ancora, i giovani indossano una maschera “interna” anche quando sono soli con se stessi. Sul tempio dell’oracolo di Delfi c’era scritto a grandi lettere: “CONOSCI TE STESSO”, forse proprio perché è la cosa più difficile per chiunque.
La capacità di pensare a differenti possibilità rispetto alla situazione presente fa sì che l’adolescente possa diventare piuttosto critico nei confronti della sua realtà, immaginando soluzioni di vita ideali.
La possibilità di pensare in astratto permette al giovane di fare i primi progetti per il futuro, immaginarsi “da grande” , scegliere quale persona diventare e di conseguenza si cerca di aderire o si creano dei valori e degli ideali a cui credere.
Spesso però quest’ultimi non rispecchiano totalmente la volontà del giovane, al contrario nascono dal bisogno di apparire “perfetti”, sempre belli e sempre vincenti.
Guai a ledere questa maschera.
Essere se stessi è forse ancora troppo difficile da accettare, rende vulnerabili e permette alle persone vicine di entrare nel proprio intimo.
Le maschere che si indossano tutti i giorni non sono altro che una difesa inconscia contro le possibili sofferenze.
E’ forse questo il motivo principale per il quale i giovani spesso preferiscono l’apparire piuttosto che l’essere, perché in una società come quella odierna, in una situazione di continua competizione con tutto e tutti, la casa più bella, l’auto più recente, le vacanze più esclusive, i ristoranti più alla moda, premiano sicuramente di più di essere se stessi.

24 lug

Dovremmo domandarci se il cambio del nostro stile di vita, che ci ha portato a valorizzare gli aspetti più frivoli e superficiali, ci ha resi felici. Piace la società di oggi? O forse, non è meglio ritornare a vivere come nel passato, realizzare i nostri desideri e non quelli che ci suggeriscono gli altri? Avere perso i riferimenti sani delle nostre tradizioni ci ha confusi. Dobbiamo svegliarci da questo sogno in cui siamo entrati; abbiamo assunto un’identità e una dimensione irreale. Credevamo di vivere un sogno meraviglioso mentre si è dimostrato un incubo, che cerchiamo di superare con l’uso di psicofarmaci: lo prova l’aumento del consumo di questi medicinali negli ultimi anni. Dobbiamo essere realistici e adeguare la nostra vita alle oggettive possibilità economiche, ritornare ai nostri valori. Da alcuni anni ci hanno convinto che era nostro diritto possedere tutto ciò che si desiderava, non tanto perchè ci serviva, ma per offrire di sè un’immagine di uomo di successo. E’ vero, tutti abbiamo invidiato i ricchi, che negli ultimi anni sono diventati i nostri riferimenti ci hanno convinto che “apparire vale più che essere”. E’ bene mettere in atto una “ristrutturazione cognitiva” ed essere più critici nei confronti della pubblicità .

24 lug

Molte storie, balzate agli onori della cronaca vere o false che siano, hanno inquinato le menti più deboli per essere vincenti, con l’immagine del potere dell’uomo potente e ricco, e per le ragazze, essere belle, provocanti, conoscere persone che contano.
Nel nostro Paese l’apparire è molto importante: conta di più dell’essere o anche dell’avere. Sorge spontaneo chiedersi come bisogna apparire oggi?
Questo caso specifico di “non santità”, in effetti, è la realizzazione dei sogni più o meno inconfessati di molti maschi italiani a prescindere dal colore politico. E lusinga tutte quelle donne giovani e meno giovani che perdono la testa per gli uomini forti e potenti. O le donne che, più cinicamente, hanno deciso di fare del proprio corpo e della propria sessualità il proprio strumento di lavoro, o di accesso al lavoro, in una società dove abbondano i maschi guardoni e segretamente mandrilli. Una società che sembra avere della sessualità una concezione sfruttatoria, coattiva e ripetitiva, svincolata da ogni dimensione relazionale, mortalmente triste. Molte donne italiane sono soffocate e umiliate da questa situazione e si ribellano, altre hanno capito che forse conviene adoperarsi, che tali mezzi risultano essere scorciatoie interessanti verso ricchezza e notorietà.

24 lug

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Iniziamo con un po’ di letteratura..
Il conte Paolo di Grazia durante una serata con amici nella sua villa sul lago di Como, dichiara che egli non esiterebbe ad uccidere la moglie se questa lo tradisse.
La sera stessa egli scopre davanti a tutti i suoi ospiti che lei lo tradisce veramente.
Ora il conte per non potendo tradire quanto detto, ma allo stesso tempo non avendo il coraggio di ucciderla, impone alla moglie di cambiare nome e segretamente la fa scappare di casa, fingendo agli amici d’averla uccisa.
Paolo dovendo sostenere il processo viene assolto per delitto ad onore e così esce dal carcere e torna a casa accolto come un vero trionfatore.
Un giorno però, nelle acque del lago viene trovato un corpo di donna e tutti stranamente lo riconoscono come quello di Savina(moglie del conte), così è costretto a preparare in suo onore un solenne funerale.
Ma improvvisamente durante la cerimonia, ricompare Savina ed il conte è costretto, caduta la maschera, a riconciliarsi con la moglie e scappare con lei per non essere arrestato come simulatore di reato.
La morale di questa storia è che nessuno può illudersi di giocare con i propri sentimenti: la faccia si perde proprio quando vogliamo imporci un comportamento che va al di là delle nostre forze.
Paolo invece per paura del ridicolo per la parola non rispettata, decide di indossare la maschera di finto assassino; e qui sta il paradosso fra conformismo ed istinto, perché l’agire secondo canoni o “formule” (come dice il conte), aliena l’uomo da quello che realmente è, e Paolo è un uomo debole e fragile.
Paradossale è poi il punto in cui deve essere arrestato per simulazione di omicidio, in cui il conte dice: “ma come l’ho uccisa e mi assolvono, non l’ho uccisa e mi arrestano” che sta a testimoniare come la società fosse comandata da leggi etiche che non dessero possibilità all’uomo di esprimersi con sincerità.
Luigi Chiarelli, La maschera e il volto

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